Epidemie del Seicento: il primo DPI del Rinascimento

Una maniera facile per far la conoscenza di una città è quella di cercare come vi si lavora, come vi si ama e come vi si muore

La peste, Albert Camus

I dottori del Rinascimento, proprio come gli attuali virologi, si occupavano di prevenzione, terapia e consulenza tecnica presso le Magistrature di Sanità istituite dai governi nazionali e locali.

Poiché quasi sempre le terapie dell’epoca non avevano alcuna efficacia contro la peste, questi scienziati, come testimoniano numerosi scritti arrivati ai giorni nostri, erano propensi a dare maggiore importanza alla prevenzione.

Il concetto era molto moderno per l’epoca, ma la sua applicazione risultava mal indirizzata e approssimativa perché non si conosceva la causa della peste, il batterio Yersinia pestis scoperto oltre due secoli dopo, nel 1894, da Alexandre Yersin, un medico franco-svizzero, operante come batteriologo dell’Istituto Pasteur durante un’epidemia di peste scoppiata a Hong Kong.

La convinzione predominante era che la peste originasse da “atomi velenosi”, generati da materia di putrefazione o emanati da individui, animali od oggetti infetti. Gli atomi velenosi infettavano l’aria e la rendevano “miasmatica”, vale a dire velenosa. Secondo i medici del Rinascimento era proprio l’aria “corrotta” a costituire la condizione indispensabile allo scoppio di un’epidemia di peste.

Quali forme adottarono per evitare, innanzitutto di contagiare o essere contagiati dai pazienti? In questo articolo sarà illustrato il primo DPI, come diremmo oggi, realizzato in Francia agli inizi del diciassettesimo secolo.

I medici degli ospedali e dei lazzaretti indossavano una palandrana lunga fino ai piedi, realizzata in una sottile tela di lino rivestita di una pasta fatta di cera mescolata a sostanze aromatiche. Completava la vestizione un copricapo e una maschera veneziana con tanto di naso a becco e lenti per proteggere il naso e gli occhi.

Questo sinistro vestito divenne molto popolare in Italia durante l’epidemia del 1630-31, soprattutto a Bologna, Lucca e Firenze.

Gli ignoti ideatori di questo antico DPI pensavano che gli atomi velenosi dell’aria non si sarebbero “attaccati” alla superficie liscia e scivolosa dell’abito cerato e, in effetti, le statistiche sui medici contagiati diedero loro ragione, anche se per il motivo sbagliato.

Frate Filippo Micone, responsabile del Lazzaretto di Genova durante l’epidemia del 1657, commentò l’utilità dell’abito di tela cerata con queste parole: “La tonica incerata in un Lazzaretto non ha altro buon effetto, salvo che le pulci non si facilmente vi s’annidano”.

L’osservazione era corretta e coglieva inconsapevolmente il punto chiave del problema: l’abito cerato non proteggeva la gente dai miasmi, ma la proteggeva dalle pulci.

Il frate andò a un passo da una scoperta straordinaria, ma non la fece perché, nel pensiero dominante dell’epoca, le pulci erano animali fastidiosi ma innocui. Non poteva sapere che la peste è una si tratta di una zoonosi (di topi, ratti, scoiattoli, conigli, lepri, marmotte) la cui trasmissione all’uomo avviene attraverso le pulci.

I medici dell’epoca si resero correttamente conto che la peste prevaleva nei mesi estivi. Non collegarono il fenomeno con il ciclo di vita di ratti e pulci, ma con la maggior putrefazione di materia organica nel clima caldo e umido dell’estate.

La lezione della storia, in questo e in molti altri casi, è che le persone trovano più facile manipolare i fatti per adeguarli alle proprie teorie che adattare le proprie teorie ai fatti osservati.

Quando accade questo, il risultato è un mix di assurdità e intuizioni ragionevoli spesso non distinguibili tra loro.

Così, a livello operativo, tali idee si traducevano in provvedimenti senza senso e misure illuminate, un po’ come succede oggi, di cui verranno fatti alcuni esempi nei prossimi articoli.

Bibliografia: Carlo M. Cipolla. Il pestifero e contagioso Morbo.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...