Le Scelte Storiche – La rubrica dello scrittore

“Siamo noi a creare la storia con la nostra osservazione, e non la storia a creare noi.”


STEPHEN HAWKING

Il Conquistatore di Hispaniola, primo volume della trilogia “Avventura nel Nuovo Mondo” inizia con un prologo tratto dal diario immaginario del protagonista, Francisco de Mendoza.

“30 settembre dell’anno del Signore 1512, dal giornale di bordo della Santa Catalina”.

La Città Perduta degli Aztechi si svolge nel 1512-13 e il resto della trilogia si concluderà nel giugno 1515.

Intrigo a Milano inizia, dopo una prefazione sul regno Lombardo-Veneto nel 1815, con il seguente paragrafo:

Milano, 16 ottobre 1816, ore 23,30. Strada del Molino delle armi.

La vicenda si concluderà verso la fine di quello stesso anno.

In questo articolo vorrei rispondere a una delle domande più frequenti da parte dei lettori e degli intervistatori: perché ho scelto proprio questi due momenti storici specifici per ambientare i romanzi?

Le vicende della trilogia sono descritte all’interno di un periodo di cui la storia parla molto poco: i quasi trent’anni trascorsi tra il 1492, anno della scoperta dell’America, e il1521, anno della caduta dell’Impero Azteco di Montezuma per opera dei Conquistadores di Hernan Cortes.

Intrigo a Milano si svolge nell’anno successivo al celebre Congresso di Vienna, in una città occupata per la seconda volta nella Storia dagli Austriaci dopo un ventennio di dominazione Napoleonica. La storiografia parla poco del trentennio successivo, con l’eccezione dei moti carbonari del 1820. Le celebri Cinque Giornate di Milano, di cui si è detto e scritto tanto, avvennero infatti nel 1848, più di trent’anni dopo il ritorno degli austriaci in città.

La scelta del periodo della scoperta del Nuovo Mondo nasce da antiche passioni per libri, film e fumetti di avventure in paesi inesplorati, selvaggi e incontaminati del territorio americano. Nella mia infanzia e adolescenza ho spaziato dalle epopee del Far West di John Ford alle imprese dei pirati di salgariana memoria alle avventure di arditi esploratori lungo il nuovo continente dai ghiacci dell’Alaska alle foreste del Rio delle Amazzoni alle Pampas argentine.

Per dare più spazio alla fantasia, ho collocato la Città perduta degli Aztechi in un periodo di cui la storiografia ufficiale parla per sommi capi. Persino la narrativa e il cinema sono poveri di argomenti sul Messico precolombiano (ricordo solo il film Apocalypto di Mel Gibson nel 2007, peraltro ambientato tra i Maya e non tra gli Aztechi. Pochi sanno che sono due civiltà totalmente diverse).

In effetti tra il 1492 (scoperta dell’America) e il 1521 (conquista del Messico) non ci sono notizie importanti degne di nota di ben trent’anni di colonialismo nei Caraibi precedenti l’occupazione spagnola dell’America Centrale.

Nel 1512, anno di inizio del primo capitolo della trilogia, la colonia di Hispaniola ha un governatore nominato da Re Ferdinando, una cattedrale in costruzione per ordine del Papa Giulio II, una serie di porti e di guarnigioni e una comunità di immigrati spagnoli, di Indios e di meticci di prima generazione.

Il Messico de La Città Perduta, al contrario, non ha ancora nulla a che vedere con la Spagna o con il Messico attuale perché Cortés e i suoi conquistadores lo invaderanno sei anni dopo il passaggio della mia spedizione immaginaria. Francisco e compagni vivranno dunque delle epiche avventure di cui la storiografia ufficiale del Messico, iniziata nel 1521, non parlerà mai. La mia ricerca, in questo caso, si è spostata sulla situazione storica, geografica, politica e religiosa delle civiltà e delle diverse culture dei nativi messicani che Francisco conoscerà durante il suo lungo viaggio.

Per Intrigo a Milano, invece, lo schema storico da seguire è stato molto più rigoroso, ma nonostante ciò la mia fantasia si è guadagnata un ottimo spazio in una emozionante trama che da tempo sognavo di ambientare nella mia città natale.

La scelta del periodo del Regno Lombardo-Veneto non è politica, né filo-austriaca, anzi.

Molti ignorano, infatti, che la buona amministrazione austriaca decantata da qualche nostalgico valorizzò Milano nel diciottesimo secolo con il “dispotismo illuminato”, di cui l’imperatrice Maria Teresa (1717-1780) fu la massima esponente.

Gli Austriaci furono cacciati nel 1797 da Napoleone che, tramite la Repubblica Cisalpina, poi Italiana (1797-1805) e il Regno di Italia (1805-1814) governò Milano per quasi un ventennio.

Sconfitta la Francia ed esiliato Napoleone, gli Austriaci occuparono Milano con l’esercito, dando vita a uno stato di polizia basato sulla censura e la repressione di ogni idea o sentimento liberale. La repressione, le carestie, la perdita di privilegi delle classi medie e della libertà di espressione generò un malcontento generale che sfociò, a Milano nelle celebri Cinque Giornate di trent’anni dopo.

Si tratta quindi di un periodo buio, cupo, caratterizzato dalla formazione di società segrete che cospiravano per rovesciare i regimi europei imposti dal Congresso di Vienna, un periodo ideale per ambientare un “giallo storico” che va molto oltre i singoli crimini su cui il protagonista deve indagare.

Scoprite di più della rubrica QUI

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...