Presentazione ad Aliano

“Sotto di me c’era il burrone; davanti senza che nulla si frapponesse allo sguardo, l’infinita distesa delle argille aride, senza un segno di vita umana, ondulanti nel sole a perdita d’occhio, fin dove, lontanissime parevano sciogliersi nel cielo bianco”.

Carlo levi

Per un autore di romanzi storici, la descrizione dell’ambiente in cui si svolge la trama non è mai semplice. L’intervento della natura e, molto spesso, dell’uomo ha infatti provocato tali cambiamenti da non riuscire a identificare un luogo di oggi con quello descritto da autori di precedenti epoche. L’esempio di Pompei è significativo: se non fosse stata sommersa dalla lava nel 79 d.C. non sapremmo quasi nulla sulla vita quotidiana di una città di quel tempo.

Descrivere i templi, le cattedrali, i castelli, le fortificazioni di un secolo più o meno lontano non è difficile per uno studioso appassionato, ma mostrare ai lettori le strade, le case più povere, gli abiti, le botteghe, i mercati, le persone che popolano questo scenario con il loro mestiere, le loro relazioni, i loro sogni… richiede un grande lavoro di ricerca e di immaginazione per essere il più verosimile possibile.

Ne “Il conquistatore di Hispaniola”, per esempio, ho illustrato il porto di una colonia spagnola del sedicesimo secolo nel Mare dei Caraibi e la varietà di persone (in un film sarebbero le comparse) che il protagonista ha notato percorrendo una via affollata. Queste poche righe hanno richiesto molta più fatica della stesura dell’intera trama perché la mia fonte di ispirazione, prevalentemente visiva, non può essere stimolata da alcun porto moderno, né tanto meno da quattro pietre di un sito archeologico in cui, forse, un tempo, sorgeva un faro.

Il lungo periodo della pandemia non mi ha certo aiutato a scoprire luoghi suggestivi. I documentari televisivi o i filmati sul web di luoghi bellissimi non riescono a trasmettere al cuore le emozioni di un’esperienza diretta. Non basta vedere un luogo, ma bisogna immergersi in esso; percepirne i colori, i sapori, gli odori; ascoltare le voci delle persone che vi abitano, mangiare con loro e imparare qualcosa da esperienze di vita diverse dalla nostra per migliorarci.

Da tempo mancava, a mia moglie e a me, un’occasione del genere, fino a quando non abbiamo partecipato, lo scorso 28 ottobre, all’evento “Il talento e il maestro”, una presentazione delle opere di quattro autori, di cui ho avuto l’onore di essere parte, organizzata da Randstad nella sala convegni del comune di Aliano (MT), nella splendida cornice di un paesaggio immerso nei calanchi, un luogo dove il tempo sembra essersi fermato da secoli e che può prestarsi a racconti su qualunque epoca.

Carlo Levi in “Cristo si è fermato a Eboli” suggerisce in tal proposito tre periodi storici, ma potrebbero essere molti di più:

I contadini lucani nella loro secolare storia hanno avuto tre guerre collocate nel tempo, la prima delle quali fu contro i greci che conquistarono queste terre. Da un lato c’erano gli eserciti organizzati degli Achei con le loro armi; dall’altro i contadini con le loro scuri, le falci e i coltelli. La seconda guerra fu quella contro i Romani che permise la diffusione della teocrazia statale con tutte le sue incomprensibili leggi. Infine la terza e ultima fu quella dei briganti: i contadini non avevano cannoni come “l’altra Italia” che li stava sottomettendo, ma avevano la rabbia dovuta alla povertà, all’emigrazione, all’ingiustizia sociale che il nuovo stato savoiardo stava perpetrando nelle terre meridionali.

A prescindere dalle mie fantasticherie da romanziere, Aliano mi ha stregato con la sua natura incontaminata, la sua aria pura, la semplicità delle sue costruzioni che mi ha fatto comprendere il senso di una celebre frase di Carlo Levi nel Cristo: “… a prima vista non sembra un paese, ma un piccolo insieme di casette bianche, con una pretesa nella loro miseria”.

Ho avuto la fortuna di condividere questo emozionante viaggio nel tempo con mia moglie, gli amici autori, di Randstad e di Aliano che ci hanno accolto con la loro ospitalità tipicamente lucana: generosa, calorosa e, come ha detto l’amico Marco Franco, calorica.

Una delizia della cucina locale: peperoni cruschi, melanzana ripiena e bruschetta con burrata e peperoni

Voglio ringraziare il sindaco di Aliano Luigi De Lorenzo che, oltre ad avere reso possibile la realizzazione dell’evento nella Sala Convegni, ci ha guidati nella visita della Casa di Confino e Pinacoteca Carlo Levi, dei musei Paul Russotto, dei Calanchi e della Civiltà Contadina.

Vorrei porgere un particolare ringraziamento all’amico Mario Donato Tortorelli, residente a Latina ma Alianese doc, costante punto di riferimento per tutta la durata della nostra permanenza.

Ringrazio di cuore gli amici Marco Ceresa, Group Chief Executive Officer Randstad, sponsor e presentatore di talenti e maestri, e Valentina Sangiorgi, Chief HR Officer Randstad e talentuosa intervistatrice capace di mettere a proprio agio anche i più restii a parlare al pubblico.

Ringrazio i miei nuovi amici, gli autori Roberta Costantini e Marco Franco, e l’amico e maestro Andrea Fiorenza che, attraverso i loro pensieri e loro opere, mi hanno permesso di approfondire argomenti di grande attualità che hanno cambiato il nostro modo di vivere.

Ringrazio infine tutti coloro che hanno reso possibile la realizzazione di questa giornata, dai primi assunti da Randstad ad Aliano agli alianesi che ci hanno accolto con grande disponibilità in ogni luogo che abbiamo visitato.

In piedi: Luigi De Lorenzo (sindaco di Aliano) e Marco Ceresa (Randstad)
In piedi da sinistra: Mario Tortorelli, Marco Ceresa, Andrea Fiorenza, Roberta Costantini.
Seduti: Giovanni Mandruzzato, Valentina Sangiorgi, Marco Franco
(Fotografia inviata da Roberta Costantini)

Giovanni Mandruzzato

Ad Aliano, l’evento: https://www.youtube.com/watch?v=tGzVvGYfIzw&feature=youtu.be&ab_channel=TRMArt

2 risposte a "Presentazione ad Aliano"

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