“L’Arma segreta degli Dei” – curiosità storiche vol. 4

Che tutti coloro che desiderano confessare le loro malefatte ed accettare di abbracciare la vera chiesa si convertano ora o in eterno brucino all’inferno perché ora ha inizio l’Inquisizione! 

da “La pazza storia del mondo”

I LUOGHI SPAGNOLI DELL’ULTIMA AVVENTURA DI FRANCISCO DE MENDOZA

DAL CAPITOLO 5 AVILA

Francisco rammenta il matrimonio di una zia nell’imponente cattedrale cittadina a tre navate con un’abside romanica che fa da bastione alle mura stesse con torri, merli e beccatelli. Ricorda bene il tripudio di vicoletti acciottolati e palazzi medievali in pietra del centro abitato.

“Conoscete Avila, capitano?” chiede Jordi, nato a Hispaniola e mais tato nella madrepatria.

“L’ho visitata quando ero più giovane di te, ma ricordo bene le sue nove porte di accesso. Una di queste, la seconda per importanza dopo quella dell’Alcazar di epoca araba, è la porta di San Vicente dove siamo diretti” risponde Francisco.

L’Arma segreta degli Dei non è solo un romanzo di avventure, ma è la storia di un lungo viaggio che diversi gruppi di personaggi dovranno intraprendere da diverse parti della Terra per raggiungere il luogo misterioso che custodisce un’arma tanto antica quanto devastante. Questa sorta di “caccia al tesoro” non ha in palio il solito forziere dei pirati, ma la chiave per dominare il mondo intero, pertanto ciascun gruppo farà l’impossibile per arrivare alla meta prima degli altri. Francisco, prescelto da una profezia rivelata nel precedente romanzo “La città perduta degli Aztechi” per fermare la minaccia dell’arma, dovrà impedire ai suoi nemici inquisitori di impossessarsene. Per questo e altri motivi, lascia la casa paterna di Guadalajara e si reca ad Avila a indagare nella culla dell’Inquisizione: il Monastero di San Tommaso. Qui spera di trovare le tracce della misteriosa ladra di un manoscritto antico di sua proprietà che, una volta decifrato, potrebbe condurre all’esatta ubicazione dell’arma.

Avila si è rivelata una location ideale per una storia ambientata nella prima metà del sedicesimo secolo. Anche oggi, infatti, l’interno delle mura perfettamente conservate della città custodisce capolavori del passato come chiese romaniche, conventi medievali e palazzi rinascimentali. Per questo, per la straordinaria ricchezza di monumenti e la particolare l’atmosfera, è una delle città più affascinanti di Spagna e una di quelle inserite dall’UNESCO tra i patrimoni dell’Umanità. Molte famiglie nobili vi si stabilirono all’inizio del XI secolo, cambiando il volto di Avila: con i suoi numerosi palazzi aristocratici la città divenne nota come Avila de los Caballeros (ovvero Avila dei Nobili). Il punto più alto del suo splendore di si raggiunse nel XVI° secolo quando la grande eredità mistica di Santa Teresa de Jesús la rese un’importante destinazione per i pellegrini. Storia, spiritualità, e il contesto naturale aiutano a rendere questo luogo straordinario visto che la città sorge su un altopiano reso più suggestivo dalla cornice dei monti Sierra Gredos.

Francisco e Alberto contemplano la facciata gotica del Real Monasterio de San Tomàs fuori le mura di Avila, consacrato al culto di San Tommaso d’Aquino.

… il dottore si reca nella cappella principale per ammirare il coro ligneo e un affresco della scula italiana raffigurante Sant’Agostino.

Dopo avere acceso un lume vicino a un sepolcro, la sconosciuta fa il segno della croce e saluta Alberto con un cenno della mano e un sorriso appena intravisto attraverso il velo. Il dottore resta inebriato sia dalle movenze eleganti della donna che dal profumo, un aroma di essenza di rose di grande uso presso le famiglie ricche inventato dall’arabo Avicenna, ma d’improvviso lo identifica come lo stesso percepito nella biblioteca dei De Mendoza la notte del furto del manoscritto. Con un balzo felino si precipita nel chiostro più vicino, ma senza trovare alcuna traccia della donna velata.

Il monastero dell’Inquisizione

Il monastero domenicano di San Tomás si trova al di fuori della cerchia delle mura della città in un una zona suggestiva e tranquilla. Ha una storia lunghissima e un blasone reale visto che venne fondato nel 1483 da Tomás de Torquemada, il primo Grande Inquisitore della Spagnagrazie ad una donazione da parte dei monarchi cattolici Ferdinando e Isabella. Anche per questo motivo i reali lo hanno usato come loro palazzo estivo.  La facciata della chiesa ha un aspetto austero e il suo interno è decisamente spoglio, ad eccezione dell’altare maggiore e del coro dove ci sono banchi riccamente scolpiti. Un dettaglio che può impressionare è che i membri del Tribunale dell’Inquisizione si sono ritrovati per le loro riunioni proprio tra queste pietre mentre i re di Spagna erano soliti partecipare alla messa. Nonostante la sua storia sia legata al dolore dell’Inquisizione, il monastero è oggi un luogo di serenità con tre bellissimi chiostri: il semplice Claustro del Noviciado, il tranquillo Claustro del Silencio, con i gradini che conducono al coro, e lo storico Claustro de losReyes.

Al prossimo articolo.

le immagini sono prese da internet.

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