La storia dietro “L’arma segreta degli dei”: personaggi, usi e costumi, curiosità

La storia è una guerra contro il tempo, in quanto chiama a nuova vita fatti ed eroi del passato.

Alessandro Manzoni

Il Capitolo I, dal titolo Guadalquivir, riguarda l’ultimo giorno del viaggio di rientro di Francisco de Mendoza dal Nuovo Mondo a bordo della sua nave Santa Catalina.

L’ultimo tratto di viaggio lungo il Guadalquivir sembra tranquillo, ma l’ululato di un forte vento di libeccio proveniente dal vicino Oceano Atlantico accompagnerà il lettore in uno scenario cupo come le nubi che inseguono la nave in corsa contro il tempo per raggiungere Siviglia prima della tempesta.

Tutti abbiamo sentito parlare di libeccio, se non altro perché è il guastafeste di molti giorni di vacanza al mare, tuttavia è difficile, se non si è andalusi, conoscere il termine Vendaval coniato secoli fa dai marinai della penisola iberica meridionale.

IL VENDAVAL

Si tratta di un vento umido e spesso molto intenso e turbolento, con forti raffiche da SO e O-SO, che porta forti ondate di maltempo fra la Spagna meridionale e Gibilterra (nella foto).

   Il “Vendaval”, nel corso dell’anno, presenta dei massimi di frequenza tra l’autunno e il periodo invernale, non appena l’umido e perturbato flusso zonale oceanico si abbassa di latitudine e penetra direttamente sul bacino del mar Mediterraneo, attraversando il Portogallo e la Spagna.

Non a caso, ho collocato il rientro di Francisco nel mese di ottobre e non a caso la sua destinazione era Siviglia, punto di partenza e arrivo di tutte le navi per le colonie americane a partire dal terzo viaggio di Cristoforo Colombo.

Inoltre, secondo le leggi emanate dai Re di Spagna dopo il 1492, ho “obbligato” il nostro protagonista a presentarsi presso un’istituzione chiamata Casa de Contractation per diverse formalità burocratiche ma, niente paura, non troverete una sola riga dedicata all’espletamento di tali noiosissime pratiche.

GUADALQUIVIR E LA CASA DE CONTRACTACION

Il Guadalquivir è un fiume del sud della Spagna, che attraversa l’Andalusia e sfocia nell’Atlantico. Il nome deriva dall’arabo wadi al-Kabir (“fiume grande”), mentre i romani lo chiamavano fiume Baetis.

Nasce nel comune di Quesada, nel cuore della Sierra de Cazorla (Jaén) e sfocia a Sanlúcar de Barrameda, nella provincia di Cadice, attraversando le province di Cordoba e Siviglia. Il fiume, lungo 657 km, è l’unico con traffico fluviale della Spagna, al giorno d’oggi navigabile solo fino a Siviglia, mentre in epoca romana era possibile raggiungere Cordova.

A partire dal 1492 divenne un fiume internazionale con la colonizzazione dell’America, quando Siviglia acquisì il monopolio del traffico con il Nuovo Mondo.

La Casa de Contratación fu fondata a Siviglia il 20 gennaio 1503 all’inizio della colonizzazione spagnola dell’America per controllare i commerci tra la Penisola iberica e le Indie spagnole.

Al Nuovo Continente, era obbligatorio passare per la Casa de Contratación, dove si doveva pagare un’imposta del 20 % su tutte le merci dell’America spagnola che arrivavano in Spagna.

L’amministrazione funzionava anche come un organismo scientifico e d’insegnamento (ove venivano formati i piloti per i viaggi in America, sotto l’autorità del Pilote Majeur). Ogni scoperta di nuove terre doveva essere segnalata ed esplorata per migliorare le carte. Venivano anche raccolte informazioni sui popoli nativi americani e sulle loro lingue.

La Casa de Contratación aveva anche il ruolo di controllare gli equipaggi ed i passeggeri dei battelli, specialmente per impedire che ebrei e musulmani potessero arrivare nelle Americhe e garantire così una colonizzazione puramente cattolica delle nuove colonie. L’istituto rilasciava quindi delle licenze d’imbarco (licencias de embarque), il che però non impediva del tutto il contrabbando, la corruzione e le partenze clandestine.

La Casa giudicava inoltre le cause provenienti dai cosiddetti Juzgados generales de bienes de difuntos (Tribunali dei beni dei defunti presenti nei territori coloniali), ovvero si occupava di raccogliere tutti i beni ereditari di quei migranti provenienti dalla penisola iberica che fossero morti senza eredi nei territori delle Americhe e delle Filippine e di consegnarli ai loro legittimi eredi in Spagna. Essa tutelava così le successioni ereditarie sia delle persone che morivano ab intestato, sia esautorando gli esecutori testamentari, per evitare appropriazioni indebite di beni. Dopo aver svolto un’inchiesta sull’identità del defunto, i tribunali del Juzgado vendevano all’asta tutti i beni del defunto e, dopo avere onorato i debiti e riscosso i crediti, spedivano tutte le somme a Siviglia. Qui, presso la Casa de Contratación i pretendenti all’eredità potevano dimostrare la loro identità e rivendicare i beni dei loro parenti defunti.


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