L’ultimo libro della trilogia: L’arma segreta degli dei

Una disavventura è soltanto un’avventura vista dal lato sbagliato; un’avventura è solo una disavventura vista dal lato buono.

G. K. CHESTERTON

DISPONIBILE l’ultima avventura di Francisco de Mendoza…

L’arma segreta degli dei, ultimo capitolo della trilogia “Avventure nel nuovo mondo” sarà presto online.

L’Arma Segreta degli Dei è l’ultimo capitolo della trilogia dedicata alle avventure di Francisco de Mendoza e dei personaggi con cui ha condiviso viaggi lunghi ed emozionanti.

La trama ha inizio, cronologicamente, alla fine del 1513, più di un anno dopo l’avventura narrata ne Il Conquistatore di Hispaniola e qualche mese dopo le vicende descritte ne La Città Perduta degli Aztechi, al termine delle quali Francisco decide di tornare in Spagna a riferire l’esito positivo della sua missione nel Nuovo Mondo e liberare finalmente la sua famiglia dalla minaccia dell’Inquisizione.

Sua moglie Jana, ricercata per omicidio dalle autorità spagnole, e sua sorella Miriam, condannata per stregoneria, rimangono in Messico sotto la protezione dell’imperatore azteco Montezuma ad attendere il suo ritorno, ma nubi nere e minacciose si addensano all’orizzonte… riuscirà Francisco a ricongiungersi alla sua famiglia?

Da questo interrogativo e dalla ricerca di un’arma “divina”, citata su un’antichissima stele, inizierà un nuovo lunghissimo viaggio ricco di colpi di scena che condurrà il lettore nel continente Sudamericano mai esplorato dagli europei, nel cuore dell’Impero degli Incas, fino alle vette più alte delle Ande peruviane.

Come nella Città Perduta, alla base della trama c’è la ricerca di qualcosa di “magico” in terre sconosciute e l’incontro tra i protagonisti e nuovi popoli, in questo caso i nativi sudamericani tra i quali spiccano gli Incas, e i loro miti più suggestivi. Tuttavia, l’oggetto della ricerca non è più l’eterna giovinezza o l’immortalità, che noi tutti vorremmo, ma un’arma terribile in grado di distruggere il mondo, un qualcosa di inimmaginabile per l’epoca ma presente in miti molto antichi come quello dell’Atlantide o, per esempio, nell’epopea di Gilgamesh o nel Mahābhārata.

Non è certo la prima svolta “fantastorica” della trilogia: nella Città Perduta degli Aztechi avevo già inserito le armi da guerra degli antichi toltechi, simili alla spada e allo scudo di Achille nell’Iliade e al bastone della magia del Mago Merlino del ciclo Bretone. In quest’ultima opera, parallelamente alla ricostruzione storica e geografica dell’epoca e a tutti gli elementi tipici delle precedenti, il lettore si imbatterà in molti misteri e fenomeni “soprannaturali” o fantastici che si prestano magnificamente all’inserimento in un romanzo di avventura e di scoperta.

L’origine aliena del nostro pianeta, l’identificazione degli antichi Dei con gli extraterrestri, osteggiata dagli storici tradizionalisti, si è propagata attraverso saggi, romanzi, pubblicazioni, documentari, film e ogni genere divulgativo. L’importante non è tanto che io ci creda o no, quanto rendere credibili le risposte ai misteri irrisolti della storia all’interno dell’avventura narrata.


Ecco a voi un assaggio…

Piri Reis narra un mito molto antico risalente a un’Era precedente il diluvio universale, quando avvenne una grande battaglia tra due fazioni di Dei o esseri delle stelle. Vennero usate le armi più incredibili e devastanti, così letali da provocare un’ecatombe peggiore di tutte quelle di cui ogni uomo ha memoria. La battaglia finì, i vincitori credettero di avere sterminato tutti i vinti e tornarono nei cieli, ma si sbagliarono. Qualche superstite, infatti, trovò scampo in alcune grotte costruite all’interno di una catena di montagne oltre il Grande Mare. In una di queste nascose un’arma rimasta ancora integra, così devastante da conferire una potenza divina a chi ne fosse entrato in possesso.

In una città spagnola, Piri Reis, pirata e cartografo turco realmente esistito, narra a Francisco il mito dell’arma segreta basato su una delle attuali teorie dell’archeologia misterica. La scoperta dell’arma avverrà, come in tutte le avventure che si rispettano, nella parte finale del romanzo. Tutti i personaggi, dunque, dovranno intraprendere un lunghissimo viaggio fino alle inaccessibili montagne del Perù nel cuore dell’ancora sconosciuto impero Inca per trovarla. La sorte dell’umanità sarà legata a chi la scoprirà per primo.

Muovendo lo sguardo in tutte le direzioni, (Miriam) vede un’intera meravigliosa città sorgente ad alta quota circondata da alte montagne innevate. L’aria è così rarefatta da farle venire un capogiro, ma una donna la sorregge prontamente.

“Ti abituerai presto a queste altitudini, sorella mia”.

Voltandosi di scatto, Miriam incontra il viso sorridente di una giovane indigena dai lunghi capelli neri rivestita di una tunica rossa sgargiante. Sul suo petto risplende la luce di un medaglione d’oro raffigurante un disco solare con il volto di una divinità sconosciuta.

“Tu non sei azteca. Chi sei? Come puoi conoscere lo spagnolo?”

“Io sono la prima sacerdotessa dell’Ordine delle Vergini di Inti, il dio Sole, e questo è un luogo di culto a Lui dedicato”.

“Non sto sognando? Questo luogo esiste veramente?”

“Fu costruito dagli Dei delle stelle per custodire il loro segreto”.

“Dove si trova?”

“Non ti è stato concesso molto tempo per vedere il futuro, Miriam, e devo essere breve. Dovrai camminare su un’alta catena montuosa che attraversa, come una spina dorsale, un enorme continente a sud dell’Impero Azteco. Dovrai prima trovare il Mare Oceano a voi sconosciuto e navigare verso sud per arrivare qui”.

“Come si chiama questo luogo?”

“Noi lo chiamiamo Machu Picchu, nella tua lingua si dice Antico Picco”.

– Miriam, la sorella veggente di Francisco rimasta in Messico, vede in sogno il luogo dove è nascosta l’arma segreta. Riuscirà, con Jana, a ricongiungersi a lui per fermare Beaumont in tempo?


ONLINE: QUI.

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