Tenochtitlan fu la capitale dell’impero azteco. Fondata intorno al 1325, sorgeva su diverse piccole isole nel lago di Texcoco, attuale Messico centrale. La città fu purtroppo rasa al suolo nel 1521 dai conquistadores: sulle sue macerie fu costruita l’attuale Città del Messico. Nel corso dei secoli gran parte del lago Texcoco fu prosciugato. Ecco l’arrivo di Francisco de Mendoza dal volume La città perduta degli aztechi:
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La chiatta si allontana dalla strada rialzata e punta verso il porto, situato in una delle numerose isole che formano la capitale dell’Impero Azteco. La notte stellata permette a Francisco di distinguere le montagne e le sagome delle case, dei palazzi o dei templi, ma d’improvviso la sua attenzione viene catturata da una serie di punti luminosi che si accendono in rapida successione.
“Stanno accendendo le torce sulle finestre, nelle vie, lungo i canali, sulle terrazze e sui tetti degli edifici. Come vedete, ogni fascio di luce splende due volte perché si riflette sulle acque scure del lago. Da qui potete vedere che anche le strade rialzate di pietra che collegano l’isola alla terraferma sono illuminate da lanterne appese a pali disposti a intervalli regolari lungo la via” spiega la guida azteca. Francisco cerca istintivamente Jana con lo sguardo. La vede a prua, ipnotizzata dal gioco di luci che si riflettono sui suoi grandi occhi castani. La raggiunge di soppiatto, la bacia sul collo e le cinge la vita in un abbraccio caldo. “Cosa ci riserverà questa meraviglia che mi attira come un’ape sul miele? Una nuova grande esperienza da condividere o una brutta fine?” sussurra Jana.
“Qualunque cosa sarà, la vivremo” risponde Francisco senza incertezze. Per la prima volta i loro cuori condividono l’emozione della scoperta di un nuovo mondo di cui avevano sentito solo qualche cenno e che credevano selvaggio e inaccessibile. Entrambi tendono le mani verso le luci ancora lontane, come a volerle toccare per rendersi conto di vivere non in un sogno, ma nella pura realtà.

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